La sponda lecchese del Lago di Como è altrettanto ricca di località degne di nota e che meritano l’attenzione dei turisti di passaggio. Partendo dall’alto, è doverosa una sosta all’Abbazia di Piona, nel comune di Colico, che sorge in una caratteristica insenatura del Lario. Qui si possono vedere i ruderi di un oratorio dedicato a Santa Giustina (VII secolo) e soprattutto la chiesa di San Nicola, edificata nel XII secolo in perfetto stile romanico lombardo, con il suggestivo chiostro del XII secolo circondato da raffinate colonne e decorato da dipinti di diversa epoca. Dal sacro al profano: il Lago di Como, infatti, è sempre stato un’importante area di passaggio anche sotto l’aspetto militare. Ecco perché sono disseminati ovunque castelli e fortificazioni di varie epoche, da quella medioevale fino ai due conflitti mondiali. Proprio a Colico, si trovano due importanti opere, Forte Fuentes e Forte Montecchio Nord. Il primo è un’opera costruita nei primi anni del Seicento e venne fatto distruggere da Napoleone. Il secondo, invece, è la fortezza della Grande Guerra meglio conservata in Europa con i suoi quattro cannoni ancora funzionanti che possono sparare a oltre 14 chilometri di distanza. Scendendo verso Lecco si trova poi il medievale Castello di Corenno Plinio che risale al X secolo ed è composto da una cinta muraria coronata da merli che proteggevano il cammino di ronda databile tra il 1360 e il 1370. Altrettanto di rilievo è il Castello di Vezio a Perledo, la cui nascita leggendaria è da far risalire alla regina longobarda Teodolinda che trascorse in queste zone gli ultimi anni della sua vita. Si tratta di una fortificazione romanica del V secolo che domina Varenna.Abbazzie

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